Architettura e design

Flaviano Capriotti, ristrutturazione di un attico milanese

All’ultimo piano di un edificio di BBPR, un appartamento firmato da Flaviano Capriotti Architetti dialoga con l’eredità del Moderno milanese e con l’arte contemporanea.

Flaviano Capriotti

Nel centro di Milano, all’ultimo piano di un edificio firmato BBPR, prende forma il progetto di un attico dal fascino borghese, completato da una terrazza panoramica con piscina privata. Un intervento firmato da Flaviano Capriotti - architetto e interior designer italiano noto per progetti di hospitality, retail e residenze di alto profilo - che si misura con un’eredità architettonica forte, rendendola matrice di ricerca piuttosto che un vincolo formale.

Il progetto nasce da un’attenta lettura del pensiero dei BBPR, in particolare del loro interesse per il tema della circolazione e per la costruzione dello spazio quale esperienza dinamica. A questa radice si intrecciano riferimenti al mondo dell’arte contemporanea: l’intero progetto è ad esempio caratterizzato esplicitamente fin dalla fase di studio preliminare dalle tensioni spaziali e volumetriche di Richard Serra e la ricerca di essenzialità e purezza formale di Constantin Brancusi.

L’appartamento di 250 mq si organizza attorno a un volume centrale curvilineo che diventa fulcro distributivo e percettivo dell’intero spazio. Questo elemento, vero e proprio corpo plastico abitabile, separa e connette allo stesso tempo le funzioni, articolando in modo discreto la zona giorno e la zona notte. La circolazione non è mai residuale, ma costituisce l’essenza stessa del progetto, guidando lo sguardo e il movimento in una sequenza fluida di ambienti.

Gli interni sono caratterizzati da un linguaggio sobrio e misurato, dove la purezza delle superfici e la continuità dei materiali permettono di creare un’atmosfera equilibrata. Lo spazio è inteso quale espressione di un understatement borghese, in cui ogni dettaglio è pensato per non imporsi, ma per accompagnare l’esperienza abitativa.

La zona giorno è formata da una grande zona living da cui si accede all’area pranzo e alla cucina. A separare questi spazi, il volume curvilineo - fulcro del progetto - nel quale sono distribuiti una lavanderia, una piccola area bar, un bagno di cortesia e la scala che porta al piano superiore. Nella parte opposta si trovano due stanze con bagno e la stanza padronale con cabina armadio e bagno.

La scelta dei materiali contribuisce in modo determinante alla costruzione di un linguaggio sobrio e misurato, capace di sostenere la forza plastica del progetto. Superfici continue in pietra e terrazzo dai toni caldi e neutri dialogano con boiserie lignee scure conferendo ritmo allo spazio. Il legno accentua il carattere scultoreo del volume centrale, mentre inserti in metallo brunito e superfici tessili morbide permettono di avere un’atmosfera raccolta e silenziosa. Anche negli ambienti di servizio e nei bagni, l’uso calibrato di materiali lapidei e superfici continue rafforza l’idea di uno spazio unitario, in cui ogni scelta materica è pensata per accompagnare il movimento.

Elemento culminante del progetto è la terrazza sul tetto di 250 mq, ideata quale un vero e proprio spazio domestico all’aperto. Qui la piscina, i percorsi e le aree verdi perimetrali tracciano un paesaggio sospeso sopra la città, offrendo viste privilegiate sullo skyline milanese e rafforzando il dialogo visivo tra interno ed esterno, tema centrale già nella fase concettuale del progetto.

Ph: Giulio Ghirardi

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