Architettura e design

Il progetto “Shelter For Homeless Women” vince la decima edizione del premio europeo di architettura Matilde Baffa Ugo Rivolta

Annunciati i risultati dell’edizione 2025 promossa dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano. Menzione a Intergenerational Social Housing in Esporles dello studio Emiliano López Mónica Rivera Arquitectos.
“Shelter For Homeless Women”

Annunciati i risultati dell’edizione 2025 promossa dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano. Menzione a Intergenerational Social Housing in Esporles  dello studio Emiliano López Mónica Rivera Arquitectos.

Un tema sociale affrontato con alta qualità progettuale e costruttiva in pieno rapporto con il contesto urbano: il riconoscimento più alto della decima edizione del Premio Europeo di Architettura Matilde Baffa Ugo Rivolta è per “Shelter for homeless women”, un centro per donne senza fissa dimora, realizzato dallo studio Vivas Arquitectos, fondato nel 2006 da César e Cristian Vivas, nel quartiere Sarrià-Sant Gervasi di Barcellona in Spagna. Assegnata anche una menzione al progetto Intergenerational Social Housing dello studio Emiliano López Mónica Rivera Arquitectos ad Esporles, sull’isola di Maiorca. 

La decima edizione del Premio, bandito dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano e organizzato dalla sua Fondazione, ha rinnovato l’impegno nell’individuare e divulgare i migliori progetti europei di edilizia sociale costruiti, conclusi e consegnati tra il gennaio 2020 e il dicembre 2024, sul territorio dei 27 paesi dell'Unione Europea, del Regno Unito e della Svizzera.

Istituito nel 2007, anno in cui l’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano ha organizzato la prima edizione, il Premio si conferma come punto di riferimento internazionale per la ricerca e il dibattito sul social housing, focalizzando l’attenzione sulla qualità dell’ambiente costruito e sulla sostenibilità architettonica.

IL PROGETTO VINCITORE 
 

Il nuovo centro “Shelter for homeless women” si rivolge principalmente alle donne vulnerabili senza fissa dimora, fornendo anche servizi diurni di supporto con una capacità complessiva di cento posti e percorsi personalizzati di reintegrazione. Situato a Barcellona, integra spazi per il supporto sociale, la consulenza, i laboratori e le attività comunitarie, tutti pensati per completare la funzione residenziale e supportare il reinserimento, la crescita personale e il benessere dei residenti. La struttura in legno ad alte prestazioni e l’utilizzo di materiali sostenibili dimostrano come la qualità edilizia possa diventare un motore per la dignità, il benessere e l’autonomia delle persone più vulnerabili.

LA MENZIONE 

Per quanto riguarda la menzione della giuria, “Intergenerational Social Housing” è un complesso di edilizia sociale realizzato a Esporles, che riunisce persone di età diverse per favorire relazioni di vicinato e supporto reciproco. Un modello abitativo sostenibile, accessibile e fortemente integrato nel contesto locale che si compone di due volumi: uno con 18 alloggi organizzati su tre piani e orientati secondo criteri bioclimatici, e uno dedicato agli spazi comunitari, come la sala polifunzionale e la cucina condivisa. L’architettura riprende le forme tradizionali del luogo, mentre l’uso di materiali naturali, la galleria vetrata e le schermature mobili permettono di ottenere elevati livelli di comfort e ridotti consumi energetici.

In questa edizione 22 progetti valutati, di cui 8 ammessi alla seconda fase: Ginger&Fred dello studio svizzero Igual&Guggenheim, la Comunidad Habitacional a Barcellona di Cierto Estudio, Industrialised social housing units sempre a Barcellona di Exe Arquitectura, Volumes capables a Bordeaux dello studio l’Auc, Wohnen am Kelchweg a Zurigo di Mathis + Kamplade Architekten, Start-Ivry (torre 4) di Star strategies+architecture nel comune di Ivry-sur-Seine vicino Parigi, oltre ai due progetti già citati.

La giuria di questa edizione era composta da cinque membri effettivi: Frédéric Chartier, David Lorente Ibáñez, Marco Peverini, Enrico Scaramellini, Paola Viganò e due membri supplenti, Maite García Sanchis e Mauro Marinelli.

Ph. ©José Hevia

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